Manli's profileLa tana del piccolo Manl...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    October 29

    Chi l'avrebbe mai detto?

    Questa mattina era una domenica soleggiata e accarezzata dalle dolci alitate del vento autunnale. Siccome ormai per l'abitudine quotidiano mi alzo alle sette circa,non ci sono state eccezioni nemmeno per oggi. Ma allora che cosa cavolo fare se non restare disteso nel letto a guardare il soffito?
    Non so da dove rimbalzasse fuori la improvisa voglia di fare un giro in città con la mia bici,la quale sono mesi che non tocco più per via dei viaggi in autobus. Così mi sono vestito in fratta e furia, preso la fotocamera digitale,e partito via con la bici senza nemmeno sfiorare l'idea di sgranocchiare prima qualcosa per il stomaco vuoto.
    L'aria che respiravo era stranamente frizzante, del tutto diversa da quello che respiro ogni mattina prendendo l'autobus...O forse,l'aria è sempre stata la stessa,ma sono io che non mi sono mai soffermato ad gustarla?
    La strada sono svuotate dalle macchine,perfino i cittadini sono ancora nei loro letti a russarci sopra. Ma la città non era per niente fantasma,perchè bruliccava letteralmente di vita naturale:uccelli cantano in onore al nuovo giorno,le cristalline acque del Sile scorrono senza fretta nel loro corso,mentre la loro trasparenza garantivano una magnifica foresta di alghe verdissime che ondulano insieme all'unisono ad ogni corrente che li accarezza...sembrerebbe quasi che la città fosse stata costruita non per umani,ma per la madre natura stessa...purtroppo so bene che dopo le otto-ottomezza le macchine e tutti i cittadini avrebbero subito ricominciato a distruggere questo silenzio sacro,ogniuno con la propria vita urbana da svolgere...
    Il sole stava giusto in tempo levando dall'orizzonte,cominciando a innondare ogni cosa intorno a me di una luce dorata...Ehi,ma perchè quando prendo l'autobus quotidianamente per andare a scuola sti pensieri poetici non mi sfiorano per niente?Eppure adesso mi sembrano così naturali...
    In testa non avevo un percorso preciso da fare,ma vivendo per tre anni a Treviso, La conosco abbastanza per indivinare quali sono i punti dove io mi posso recare per stiracchiarmi per benino le gambe e fare delle foto senza peccatti. In pochi minuti raggiunsi le mura del centro storico, i quali frastagliavano contro il cielo limpidissimo di questa mattina autunnale e affonda le sue fondamenta e tutta la sua antichità nel Sile,il fiueme che attraversa la città...E da qui non smisi più di tormentare la macchina fotografica!
    Feci un giro davvero molto largo seguendo la linea delle mura e quindi sul put,infine feci un piccolo giretto anche nel centro storico.
    Davvero la città mi sembra del tutto diversa da come me la ricordavo! Ogni monumento,albero e corso d'acqua che vedo li fotografo con interesse come se fosse la prima volta che li vedo,eppure so da anni che si travano al loro attuale posto ancora prima che nascessi io...
    Avevo sempre considerato Treviso come "la città dove vivo e svolgo le varie attività della mia vita",ma chi l'avrebbe mai detto che se per una volta esco di casa e vengo in città,per una volta che non sia perchè vengo costretto ad andare a scuola o a fare qualcosa,per una volta che ci vado semplicemente per andarci...Allora la mia città è tutt'altra cosa.
    Dopo un po', anche se a malavoglia, fui costretto a ritornare indietro perchè avevo già consumato tutta la scheda di memoria della digitale,eppure le cose che volevo riprendere erano ancora molte,moltissime!Così ho deciso di andarci di nuovo anche domani mattina,magari modificando un poco il percorso...
    Ho aggiunto qui nella Space una selezione delle fotografie che ho scattato oggi,ma sempre sotto l'album vecchio con il titolo "La mia città,Treviso".Così a chi interessa vederle sa dove trovarle. Chi conosce già Treviso noterà di certo che sono i posti più frequantati della città,eppure qualcosa di diverso ce l'hanno; Invece per che non conosce la città,sarà solo uno piccolo spetacolo fotografico della città dove io ci vivo e amo...
    October 13

    cosaaaaaaaaa???????

    Avrei voluto aggiornare la cosa prima sul mio Space,ma il mio pc e stato attacato da un virus e non riesco plus a accenderlo.Boh,scrivo dal pc di un amico,e ho assoluta urgenza di comunicarvi che Yevhen non e per niente morto!!! Tre giorni fa abbiamo scoperto che era stata una falsa voce,alla quale pure la preside era stata ingannata.Stiamo indagando su quella fonte diabolica,perche come potete immaginare siamo incazzati al massimo con colui che aveva fatto girare la notizia falsa,colui che ci ha fatto star male giorni e gioni per niente...Solo al pensiero tremo dall`orrore di queso altroce scherzo.Ma allo stesso tempo siamo contenti come non mai nel scoprire che il nostro compagno e ancora vivo!!!Vado di fretta,quindi per ulteriori aggiornamenti ci risentiamo fra qualche giorno,sperando che riesca di nuovo ad accendersi.
    October 10

    Poesia per una vita perduta...

    In questi giorni non abbiamo mai finito di sperare per Yevhen,ma il testino non ci ha dato ascolto per niente...
    Sta mattina andavo a scuola come tutti gli altri giorni,ma in classe trovo tutti i miei compagni piangenti,e solo una cosa poteva significare. Yevhen non ce l'ha fatta...
    Appena ho sentito la notizia dalle labbra dei miei compagni,non ho fatto altro se non essere sconvolto e scandalizzato,allo stesso tempo mi odiavo con tutto il cuore per non essere riuscito a fare nulla...Mi sentivo impotente davanti alla morte,mentre i giorni precedenti mi ero ingannato da solo che con la forza di tutti potevamo sconfoggerla in un modo o nell'altro.Invece è stato del tutto inutile, Ora Yevhen se ne andato e noi eravamo lì in classe non potendo fare nulla...Lacrime continuavano ad irrigarmi le guance senza sosta,anche se continuavo ad ripetermi che dobbiamo essere forti,ma in quel momento non potevo proprio farne a meno.Sapevo benissimo che piangere non avrebbe risolto nulla,ma sentivo un bisogno irrefrenabile di farlo,dovevo farlo e basta.
    Ho paura,ho tanto paura e lo ammetto. Ho paura di pensare alle probabili cose che forse pensava pochi momenti prima di morire,ho paura di immaginare che la sua anima sia accanto a me in questo momento,ho paura di pensare a tutte le cose che lui ormai non può più vedere e provare.ho paura di tutto questo perchè io so,so benissimo che la stessa cosa poteva accadere anche a me al suo posto,ed'è proprio la consapevolezza della morte di cui ho più paura.
    Guardare in tv la gente che muore,siamo del tutto insensibili ormai. Ma ora che un mio amico della mia stessa età ha abbandonato la sua vità,il dolore mi traffigge al cuore senza pietà,e riempie la mia mente di paura e pensieri sconvolgenti.
    Per la prima volta percepisco con intensa fisicità la delicatezza della vita,e come il fato ci pieghi al suo volere come dei burattini.Siamo impotenti.Siamo solo degli umani che passano davanti alla falce della morte ma non vengono scelti,e possiamo solo guanrdare da un'altra parte quando la falce si abbassa su qualcuno.E' questo che siamo.
    Non ho più parole per descrivere il mio dolore e impotenza davanti al fatto.Così mi limito a salutare un caro amico con alcuni versi,sperando che il Fato non mi privi altri amici nel futuro,anche se so benissimo che potrà farlo da sempre e per sempre.
     
    In memoria di Yevhen:
     
    Pianti e rimpianti,
    Nulla conta.
    Dolori e pudori,
    Nulla conta.
    Perchè la morte trionfa malvagia,
    E'è ciò che conta...
     
    Lui ci distrugge,
    Lui ci domina,
    Lui ci trafigge,
    Con il suo dolore senza fine.
     
    Il Fato è l'essere più crudele,
    Crea le vite per nutrirsene.
    Solo su una cosa non ha potere,
    quella è la anima che rimane.
     
     
    Yevhen,ci ricorderemo di te con i momenti migliori che abbiamo passato insieme.
    October 06

    L'altrocità della vita...

    Oggi è il 6 ottobre 2006, ed'è una giornata che odierò con tutte le mie forze per giorni a venire. Peggio di così non poteva andare una giornata... Io ho la febbre a 38 gradi e sono a letto,e allo stesso tempo mi pesa sulla coscienza la probabile morte di un mio compagno di classe.
    Vi racconto tutto dall'inizio,vah.
    Stammatina mi ero alzato dal letto con un terribile giramento di testa,la quale passa dopo un paio di minuti lasciando al suo posto un leggero mal di testa. Non feci molto caso alla cosa dopodichè stavo per perdere l'autobus per andare a scuola. Ma per la mia sfortuna non la persi e la giornata andò come andò.
    Non avrei mai pensato che a scuola mi aspettava qualcosa di immensamente peggiore al mio leggero mal di testa. Appena arrivato nelle vicinanze della scuola scorsi due delle mie compagne di classe sedute sulle scale dell'entrata principale alla scuola. Avevo cominciato a elaborare una battutina da fare come "Che è? Adesso vi mettete a fare l'elemosina davanti alla scuola?". Ma man mano che mi avvicinavo notai che entrambe avevano lacrime agli occhi. La cosa mi stupì un casino e così quando le raggiunsi sulle scale,le salutai con un tono incerto e chiesi subito che cos'era successo. Adesso vi chiedo se ieri avete letto il giornale o visto il telegiornale,perchè era essatamente ciò che mi chiesero loro in risposta alla mia domanda,con una voce tremante. Risposi di no,perchè negli ultimi tempi leggere il giornale sarebbe davvero stata l'ultima cosa che mi sarebbe venuto in mente da fare. Così loro mi raccontarono della notizia su un ragazzo che è stato investito da un'auto due giorni fa proprio qui a Treviso. Ancora prima che loro continuassero la frase, ho intuito subito ciò che doveva essere successo,eppure quel che mi dissero dopo mi sconvolsero lo stesso. Quel ragazzo era un nostro compagno di classe che era stato assente per due giorni,di nome fa Yevhen Asanov. La cosa mi lasciò senza parole e pressopoco sconvolto. E la cosa peggiore è che quando entro in classe scopro che tutte le ragazze stavano piangento e i maschi avevano il umore a terra e si sentivano impotenti, ed'era evidente il motivo. Informandomi meglio seppi che due giorni fa Yevhen stava andando in bici per prendere l'autobus che lo porta a scuola,quando viene investito da un pazzo che correva a 90 kilometri all'ora,con il risultato che fece un volo di ben 30 metri rimanendo in condizioni gravissime. Per tutto ieri era rimasto in coma e la sua vita era appesa ad'un filo,e stammatina da quel che ho capito si è svegliato,ma fu tenunto incosciente coi sedativi perchè se no il suo dolore fisico sarebbe stato altroce.Mi era sempre stato simpatico Yevhen,e davvero mi dispiaceva tantissimo per quel che gli è successo. Capivo perfettamente lo stato d'animo dei miei compagni di classe, condividiamo tutti il dolore che immaginiamo provasse Yevhen in quel momento.
    Perchè mai doveva succedere proprio a lui? Se solo lui avesse attraversato la strada pochi secondi più tardi,o se quella macchina qual giono stesse facendo un'altra strada o che non corresse a 90 all'ora,tutto sarebbe stato diverso... Nulla di tanto terribile sarebbe accaduto. Eppur il Fato così ha deciso,senza pietà alcuna e ragione alcuna,come se si divertisse solo al combinare tutto questo. E così è successo ciò che non vogliamo,e continuerà ad succedere anche nel tempo a venire. Del resto questa è la grnade legge del Fato. Quanto avrei voluto che fosse invece nei romanzi, come nella saga di Stephen King della Torre Nera, dove al posto del nostro fato loro hanno il Ka, una specie di testino cosciente,che organizza tutto perchè le cose vadano al meglio. Invece la triste realtà ci mostra essatto contrario di quanto raccontano i romanzi...
    E come la ciliegina sulla torta,la mi situazione andava peggiorando ore per ore: cominciavo a sentirmi sempre più debole e senza forze,mentre la testa mi aveva cominciato a girare di nuovo e in modo altroce. Quando ritornai a casa,scopro misurandomi la febbre che avevo 38 gradi corporei,quindi erano del tutto giustificati i giramenti di testa e l'indebolimento del mio corpo. Boh ora ho appena preso un'aspirina e mi preparo a andare a letto per riposare un poco.
    Ma un'altra cosa prima che io vada. Per chiunque stia leggendo queste parole, vi prego di mettere le dita sul ferro o rivolga un piccolo pensiero positivo a Yevhen,che lo conosciate o no. Sono sicuro che ce la sta mettendo tutta per ritornare fra di noi,e sono altrettanto sicuro che ha bisogno del nostro aiuto per farlo...
    Buona fortuna, Yevhen.