Manli's profileLa tana del piccolo Manl...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    June 13

    Mai più...

    E' martedì pomeriggio. Ci siamo ritrovati a Mestre il solito gruppetto: io, Kia, Mishu e Niccolò. Andammo alle Barche (centro commerciale con supermercato nel piano sottoterra) dove abbiamo preso ogniuno una bottiglia di birra tranne Nic. Niete da fare... Kia e Mishu erano intenzionate ad ubriacarsi, comprensibile per i problemmi che assila ultimamente la loro vita, problemmi che qui non faccio presente per semplice motivo di privatezza, ma cmq faccio presente al loro grado di pesantezza e gravità. Dunque Kia acquistò addiritura una bottiglia di Vodka da 40 gradi dopo aver scolato la sua bottiglia di birra, e cominciò a sorseggiarlo con Mishu nonostante gli inutili tentativi nostri di farle smettere. Non ci volle molto e loro due cominciarono a delirare per ubriachezza non riuscendo nemmeno a stare in piedi. Quando improvisamente Mishu corse via, io e Nic, rimasti sobri, decidemmo che sarei rimasto a fare la guardia a Kia mentre lui andava a rincorrere Mishu. Poco dopo chiamò al cellulare di Kia per informarci sulla angosciante notizia: l'ha persa ad un incrocio con il semoforo rosso. Attesi che Nic tornasse da noi e ci scambiammo i ruoli: sarei andato io a cercare la Mishu mentre lui restava con Kia, che nel frattempo era ormai incosciente. Così corsi via più veloce che potessi...
     
    Tac Tac Tac Tac Tac Tac...
    I miei passi volarono sul marciapiede mentre continuavo ad urlare il nome di Mishu invano... Non la vedevo da nessuna parte, eppure il mio sguardo disperato continuava a sondare via per via, persona per persona. Arrivai all'incrocio descritto da Nic per la terza volta dopo aver esplorato due dei tre bivi dell'incrocio. Riponendo le ultime speranze dull'ultima strada rimasta mi ci fiondai nonostante il semaforo rosso. Continuai a correre a perdifiato, a chiamarla e a cercarla con lo sguardo. Chiesi praticamente ad ogni passante, finchè non mi ritrovai a chiedere alle stessa persone di prima senza accorgermene.
    In condizioni com'era era già difficile per lei stare in piedi, quindi non può essere andata lontano, ed'è già tantissimo che sia riuscita a correre fin qui, ammesso che sia mai arrivata qui. La mia disperazione era totale, la consapevolezza che poteva essere andata da per tutto in questi pochi minuti era tremendamente orribile.
    Improvisamente mi mancò completamente il fiato ai polmoni e il mio corpo crollò in ginocchio contro mio volere... Non... Non riuscivo più ad muovermi da quella posizione, forse per lo sforzo fisico e mancaza di ossigeno,o forse anche per tremendo peso della paura. Mi sfiondarono in mente immagini e pensieri terribili. Lei non sapeva che cosa faceva o dove andava, e la cosa era di una pericolosità estrema, poteva benissimo essersi distesa in mezzo alla strada mentre una macchina sfrecciava nella sua direzione... Oppure poteva anche essere caduta da un ponte senza nemmeno volerlo e...
    Un'ambulanza mi passò accanto. La paura coprì ogni altro pensiero.
    Quella fitta dal cuore mi colpì al petto e faccendomi venire i brividi lungo la schiena. Ma boccheggiai più aria possibile e sforzandomi di alzarmi in piedi... Non era il momento di riposare... Non ancora... Ogni secondo che perdo qui potrebbero essere letali per Mishu. Devo trovarla prima che sia troppo tardi.
    Ricominciai a correre ignorando i dolori provenienti dalle gambe e i piedi. Feci un'altro giro a vuoto senza riuscire a trovarla... Mai più...
    Tac Tac Tac Tac Tac Tac Tac Tac Tac Tac Tac Tac Tac........
     
    Dopo un'ora circa siamo in ospedale. Mentre Kia ha vomitato sul marciapiede qualcuno dev'essersi preocupato e ha chiamato l'ambulanza. Non lo sapevamo,però ci trovavamo a neanche 100 metri dall'ospedale di Mestre. All'spedale ci aspettava anche la polizia, i quali non si sa da dove spuntassero e chi avessero fatto loro appello. I genitori di Kia erano stati avvertiti dell'accaduto immediatamente, e furono già nel reparto pronto soccorso ancora prima di noi. Con immenso sollievo scopriamo che anche Mishu è stata ricoverata. Qualcuno deve averla trovata prima di noi e chiamato la polizia. Sulla guancia aveva un taglio,per fortuna non troppo profondo. In seguito scoprimmo dalla polizia che è stata ritrovata svenuta accanto alle ferrovie,se solo fosse stata scoperta un poco più tardi sarebbe stata tritata da un treno. Deve aver sbattuto contro qualcosa e procurata quella ferita prima di svenire. Quando arrivammo all'ospedale era immersa in un sonno profondo, e non si sapeva che cos'aveva dato che il medico doveva ancora visitarla. Ma fortunatamente nessuna delle due sembrava avere gravi lesioni fisiche,al massimo un livido qui e un taglio lì. La polizia fece a me e a Nic un breve interrogatorio sui accaduti del pomeriggio e ci disse parecchie parole sul fatto che non avevamo chiamato l'ambulanza o la polizia fin dall'inizio... Non potei dargli torto dato che sentivo di avere pienamente colpa per il tutto. Il fatto è che in un momento di angoscia e pressione psicologica come quello non mi era passato nemmeno per l'anticamera del cervello la possibilità di chiamare aiuto. E poi avrei dovuto impedire loro di bere fin dall'inizio. Eppure non avevo forza di privare loro la possibilità di sfogo e di sfuggire,anche se per poco dalla loro vita reale. E' molto dura quello che hanno sopportato,e mi sembrava quasi giusto che mi dessero una pausa da quelle fatiche.Dato che io stesso non sopporto la mia vita, non ho ragione e diritto di impedire agli altri di pensarlo,anche perchè loro hanno ragioni ben più chiari e coinsistenti dei miei... Ed'ecco le conseguenze della mia imprudenza...
    La cosa peggiore è che ho rischiato di perdere due delle persone più importanti della mia vita, e questo penso di non perdonarmelo mai e poi mai. Mai più permetterò che accada una cosa simile, mai più dovrò essere così cretino davanti ad una situazione di emergenza, mai più voglio provare quel senso di angoscia che di impossesa del mio corpo e mai più....
    Mai più...
    June 07

    Avevo dimenticato...

    Avevo dimenticato
    la gioia di passare una serata con gente a cui hai voluto bene.
    Avevo dimenticato
    l'emozione, l'orgoglio, la vitalità e la dolcezza della musica.
    Avevo dimenticato
    il sorriso fugace di una ragazza persa in un amore a prima vista.
    Avevo dimenticato
    la bellezza delle stelle dopo lughe notti di pioggia estiva.
     
    C'era solo la paura, il dolore, la disperazione e vuoto, un vuoto abissale in me...
     
    Eppure ora ricordo tutto...
    Avevo dimenticato... la vita.
     
    Grazie p. Cristina Catella
    June 03

    Un infanzia dimenticata

    Decidemmo di andare a fare un giretto per assorbire la cena, così ci vestimmo e uscimmo nella notte.
    Il cielo era ancora nuvoloso dopo le numerose piogge del giorno. Era di una strana colorazione rosa scuro,e coprivano il cielosenza confini e oscuro,rendendo ancor più nero il mondo di quello che è di già.
    Decidemmo di cominciare dalla via dove abitavo io,Via Antonio Canale...
    Fui invaso dai ricordi...
    Non era cambiato praticamente nulla di quella viuzza di campagna dove avevamo passato pommeriggi interi in pattini,a inventarci un gioco stupido dopo l'altro,formando il gruppetto classico dei ragazzini... Come si chiamava? ah si C.G.M... solo a dirlo ora mi pare così ridicolo,eppure un tempo era la nostra anima,e sostenevamo il tutto con così tanta foga come se si potesse costruire chissàchecosa nel nostro futuro...
    Ma chi l'avrebbe pensato che le cose sarebbero andate così? A pensarci bene a quei tempi il nostro presente rappresentava tutto per noi, eliminando i sogni del passato e futuro. Nessuno avrebbe mai potuto prevedere che ci saremo divisi tutti in modo tanto insensibile,e ogniuno che prende le sue strade della vita,ignorando quei ricordi che ora a richiamarli sembrano così infantili... si forse sono davvero infantili, ma è proprio quella infantilità a rendereli nostri ricordi più cari, più puri, priva di ogni sorta di falsi ideali che invade il mondo... Tutto il nostro mondo era lì, e ci bastava...
    Le pressioni e i problemmi del mio presente mi ha fatto dimenticare questa infanzia così limpida e spensierata... Forse giorni più belli della mia vita... Mi sentii davvero in colpa per aver permesso di perdere un tesoro così prezioso, unica dolcezza che io abbia mai avuto dalla vita...
    Nel frattempo siamo arrivati nel stradina dall'altra parte del Sile e che ne segue il suo corso. Tutta la strada l'ho fatta in silenzio immerso nelle ombre del passato... Mi accorsi che Mischiu camminava davanti a me con un certo timore dato che eravamo al buio e in silenzio. Così col passo felpato e silenzioso che con la mia essenza da leone riesce sempre meglio, mi avvicino a lei come se fosse una preda e supero l'ultimo paio di metri con un salto silenzioso, ma appena la toccai alle spalle le urlo nelle orecchie,facendole urlare tre volte più forte dallo spavento. La cosa più divertente è che anche Kia e Giulia urlarono a squarcigola dallo spavendo,proprio un bel effetto a catena! Hehehehehe... Sorrisi compiaciuto intanto che loro mi porconavano dietro ogni genere di insulto.
    In quel momento proprio di fronte a noi una stella solitaria spuntò dalle nuvole rosee. Piccola ma luminosa. Una stella che solo ogni tanto riemerge nel mondo, sola ma coraggiosa, brillando più che mai tutto l'orgoglio della sua vita.
    La guardai e dentro di me mi ripromisi che avrei continuato a vivere, se solo per ricordi della dolce infanzia che avevo dimenticato, o per il futoro ingnoto ma stuzzicante per la mia voglia di conoscere. Per quanto il mio presente sarà nero e oscuro, vivrò per coloro che mi hanno amato e mi ameranno.
     
    Perchè solo così potrò brillare con forza nel cielo nuvoloso della vita.
     
    Manli Anoen